Voci d'impresa

Longevità naturale: il viaggio sostenibile di Jacopo Trasolini dal kiwi all’agricosmesi

Jacopo Trasolini, imprenditore agricolo classe 1994 produce kiwi in Valdichiana dove conduce la sua azienda “Victor & Rose” a Lucignano, in cui ha creato una linea di agricosmesi naturale ottenuta dall’estratto della polpa di kiwi: un concentrato naturale di nutrimenti e antiossidanti di altissimo valore e una risposta positiva allo scarto.
Jacopo, sei un giovane imprenditore che ha saputo puntare fin da subito alla sostenibilità, come prende forma l’idea di trasformare i kiwi in un prodotto cosmetico?
Tutto nasce da una storia familiare, quando mio nonno venne in Toscana negli anni ’70 dall’Agropontino, portando con se le prime piante di kiwi e piantantandole in un area favorevole della sua nuova azienda agricola. E’ arrivata poi la generazione di mio padre a portare avanti la coltivazione, con l’introduzione dei succhi di frutta aumentava la quantità di scarti, l’idea è nata dall’osservazione dei frutti più piccoli che restavano inutilizzati. Mi sono chiesto cosa si potesse fare per adoperare l’intero prodotto e pensando a mia nonna che mescolava kiwi ed olio evo con i quali creava impacchi, facendo delle ricerche mi sono reso conto di quante persone utilizzano quella combinazione naturale. Analizzando insieme al farmacista del laboratorio, dopo diverse prove è nato il prodotto finale ovvero la crema viso dermatologicamente testata alla quale si sono aggiunti crema corpo e doccia shampoo.
In cosa consiste l’approccio sostenibile della tua linea?

 

Il nostro impegno si riassume nel claim “Fresh, smooth and green”, fresco negli ingredienti, delicato sulla pelle e sostenibile. Il risultato ci ha sorpreso, un prodotto con principi attivi naturali, stabile, frutto di cosmetica green e adatto anche alle pelli più sensibili. Ha proprietà antiage grazie all’elevato contenuto di vitamina C e antiossidanti e possiede una forte capacità nutriente. Abbiamo pensato alla sosteniblità nell’intero processo di commercializzazione, il packaging si presenta essenziale ed i vasetti sono ottenuti da plastica riciclata.
Sei riuscito a trovare in un rifiuto una grande opportunità, che ruolo ha giocato la tua formazione in questa evoluzione imprenditoriale?
È stato un percorso affascinante, l’idea di valorizzare quello che la catena produttiva scartava, mi ha spinto verso nuove sfide e mi ha fornito gli stimoli per costruire un modello circolare. Il progetto unisce la mia azienda agricola, la trasformazione avviene presso Avorius Comestici, un laboratorio artigianale gestito da un farmacista locale e la manipolazione del kiwi coinvolge La Conserveria un’associazione che si occupa di occupazione utile per ragazzi speciali, tutte realtà radicate nella Valdichiana aretina.

La formazione ha avuto un ruolo importante, i corsi di aggiornamento organizzati dalla mia associazione di categoria, mi hanno permesso di sviluppare le competenze necessarie in marketing, grafica, ricerca strategica, informatica fino all’analisi di mercato.
Oggi guido un’azienda innovativa e multifunzionale che supera la produzione primaria, questo grazie anche alla straordinaria Legge di Orientramento che ha saputo cambiare pelle al nostro settore, trasformandoci da solo produttori ad imprenditori agricoli.
Il futuro dell’agricoltura andrà sempre di più in un’ottica sostenibile?
La sostenibilità è e sara sempre più cruciale, le aziende agricole per avere un margine di guadagno devono riuscire a chiudere la filiera internamente, il passaggio è fondamentale: essere sostenibili per avere marginalità.
Negli ultimi anni mi sono mosso affinchè il 70% dei consumi dell’agriturismo siano ricoperti dalle energie rinnovabili all’interno dell’azienda e questo fa la differenza!
Cosa rappresenta per te questo progetto oggi, hai nuovi sviluppi in programma?
Puntiamo ad un approccio rigenerativo partendo dai prodotti creati, ne svilupperemo di nuovi, al momento sono in fase di studio e sperimentazione e potrebbero essere sul mercato già nel corso di quest’anno.
Con questa linea cosmetica abbiamo dimostrato che sostenibilità e redditività possono camminare insieme rispondendo ai tanti consumatori che vogliono sapere cosa c’è dietro a quello che acquistano.
Qual è il messaggio che vuoi comunicare con il tuo lavoro?
Mi auguro che storie come la mia possano ispirare altri giovani, motivandoli ad orientarsi verso un’innovazione sostenibile.
In questi ultimi anni mi sono concentrato nel creare prodotti innovativi che raccontano la mia azienda, grazie a ciò molte persone hanno scoperto la nostra realtà, anche attraverso riconoscimenti importanti come l’Oscar Green di Giovani Impresa di Coldiretti che ho vinto a livello nazionale nella categoria Campagna Amica. La trasformazione del prodotto è diventata una forza che sostiene il lavoro primario della mia azienda e mi permette di essere un giovane imprenditore agricolo che produce cambiamento.

 

Linda Mencaroni

Linda Mencaroni

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