In un territorio segnato da profonde trasformazioni ambientali e produttive, Bellosguardo a Cavriglia rappresenta un esempio concreto di come rigenerazione, paesaggio e nuove forme di socialità possano convivere in un unico progetto. Ideato da Daniele Tognaccini, Bellosguardo è nato da una visione che intreccia sostenibilità ambientale, architettura e attività contemporanee come il padel, reinterpretate in chiave territoriale. Un dialogo tra natura, sport e cultura del luogo che propone un nuovo modo di abitare e vivere il paesaggio.

Bellosguardo nasce in un’area complessa, segnata dall’attività estrattiva. Qual è stata la visione iniziale?
L’idea era avviare un parco turistico legato allo sport, capace di attivare un territorio già oggetto di recupero. Bellosguardo è il primo tassello del futuro Parco dello Sport, un progetto più ampio che prevede ricettività, impianti sportivi e servizi. Abbiamo scelto di partire dal centro padel per rendere subito concreta la visione e consolidare la fiducia dell’investitore, Human Company.
L’area su cui interveniamo è composta da terreni di riporto provenienti dalla ex miniera Enel. Il Comune aveva già realizzato percorsi ciclopedonali intorno al parco fotovoltaico, con l’obiettivo di restituire questi spazi alla fruizione pubblica. Il nostro intervento si inserisce in questo percorso: trasformare un’ex area industriale in un luogo accessibile, frequentato e riconoscibile.
Nel progetto la sostenibilità è centrale. In che modo si traduce nelle scelte progettuali?
Il paesaggio è stato il punto di partenza. Più che imporre un’infrastruttura, volevamo costruire un luogo coerente con il contesto. Abbiamo lavorato su materiali naturali, come il legno, e su un’attenta integrazione volumetrica, per ridurre l’impatto visivo e restituire un senso di continuità con l’ambiente circostante.
Accanto alla dimensione architettonica c’è quella culturale. Bellosguardo vuole essere anche un polo educativo, dove il rispetto dell’ambiente è praticato quotidianamente.
I campi da padel sono spesso percepiti come elementi “invasivi”. Come avete affrontato il tema dell’impatto visivo?
I campi utilizzano materiali come ferro e vetro, che per natura hanno una forte presenza visiva. Chiaramente non si può azzerarne l’impatto, però si può governare. Abbiamo lavorato sui colori, sull’orientamento e sulla disposizione geografica per renderli coerenti con l’identità del luogo.
Abbiamo investito molto sull’educazione ambientale e sulla cura quotidiana degli spazi. L’area è mantenuta pulita e ordinata. Non c’è una carta a terra. Il decoro diventa parte del progetto e messaggio per chi frequenta il luogo.

In che modo il padel diventa uno strumento di socialità e relazione con il territorio?
Il padel è uno sport inclusivo, capace di mettere insieme generazioni diverse. Questo per noi era fondamentale. Volevamo un luogo dove le persone si incontrano, restano, e poi tornano.
Oggi arrivano gruppi da tutta Italia e dall’estero per vacanze dedicate al padel. Questo genera movimento economico e visibilità per il territorio. È nata una società benefit che coinvolge 28 imprenditori del Valdarno: l’obiettivo è che Bellosguardo sia anche uno spazio dei valdarnesi, non solo una destinazione turistica.
Dal punto di vista progettuale, che dialogo si è creato tra sport, architettura e natura?
Il progetto nasce dall’equilibrio tra queste tre dimensioni. Sport e architettura da elementi autonomi diventano strumenti che lavorano insieme per riattivare il paesaggio. È stato necessario un lavoro integrato tra progettazione architettonica, pianificazione territoriale e gestione ambientale, per evitare l’effetto di un impianto isolato e costruire invece un sistema coerente.
Che futuro immagini per Bellosguardo nel contesto delle trasformazioni del territorio?
Il completamento del Parco dello Sport è previsto per la primavera del 2028. Il progetto comprenderà tra le altre cose un villaggio da 5.000 posti letto tra glamping e casette, incluse 370 unità provenienti dal villaggio olimpico di Cortina 2026, un centro federale per il ciclismo, un’Academy di tennis diretta da un grande coach internazionale, l’attuale centro padel, un Palazzo dello Sport da 5.000 posti per concerti ed eventi, operativo tutto l’anno.
Sono previsti un parco avventura, percorsi nel bosco per camminare e correre, un’area cani dedicata.
Il Parco avrà un accesso separato tramite una nuova rotatoria, così da non congestionare le aree residenziali, mentre Bellosguardo manterrà un accesso più diretto per i cittadini locali.
L’obiettivo è trasformare definitivamente un ex polo industriale in un polo turistico e sportivo di qualità, dove ambiente, decoro urbano e relazioni sociali diventino il vero valore aggiunto.



